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rassegna stampa
   

[L'UNIONE SARDA - MARTEDI' 22 GENNAIO 2008]
INCENTIVI. Diciotto milioni di euro da utilizzare per creare microaziende e cooperative sociali
PICCOLI SUSSIDI, I LAVORATORI SVANTAGGIATI FANNO IMPRESA

Pubblicato dall’assessorato regionale del Lavoro il bando per l’erogazione di “piccoli sussidi” in favore di “persone svantaggiate”. Il piano è finalizzato all’inserimento lavorativo di soggetti svantaggiati nelle imprese oppure alla creazione di iniziative imprenditoriali sotto la forma giuridica di ditte individuali o di società di persone. Il budget di agevolazione ammonta a 18,031 milioni di euro: 50 mila sono erogabili come servizi di formazione. Lo strumento era previsto dal Por Sardegna 2000-2006 nella misura 3.4 dell’asse III, Risorse umane, alimentato dal Fondo sociale europeo ed era stato indicato dal Centro regionale di programmazione, nell’era di Salvatore Orlando, come fonte di finanziamento della “progettazione integrata”. FINALITÀ. Le finalità sono ambiziose, ma risentono del periodo in cui sono state disegnate (fine anni Novanta inizio Duemila), quando la condizione di “svantaggio” non aveva colpito, come oggi, vaste parti del ceto medio. Infatti i piccoli sussidi sono destinati a un lungo elenco di persone: a quelle che si trovano nelle fasce di povertà più marcate; ai componenti di famiglie bisognose; agli immigrati e a quelli di rientro in stato di povertà; ai tossicodipendenti, ma anche agli ex; ai detenuti e gli ex carcerati; agli alcolisti ed ex alcolisti, ai disabili fisici, psichici e sensoriali, ai nomadi; alle persone senza fissa dimora; ai soggetti in uscita dal mondo della prostituzione, ai rifugiati, ai minori in età lavorativa in situazioni di difficoltà familiare e poi ancora alle persone disoccupate o inoccupate di età superiore ai 45 anni; ai disoccupati e gli inoccupati di lunga durata. Gli appartenenti a queste tipologie di disagio dovrà autocertificare la sua condizione per poter usufruire delle agevolazioni previste dal bando dei piccoli sussidi. LE RISORSE. I 17,981 milioni di euro (oltre i 50 mila utilizzati per la formazione) sono stati suddivisi tra le otto province secondo un criterio di ripartizione previsto dalla Giunta regionale nel maggio 2004. In particolare, il 26% circa andrà agli svantaggiati residenti nella provincia di Cagliari, l’8,8% per quelli di Carbonia-Iglesias, il 7,84% per il Medio Campidano, il 12% per la provincia di Nuoro, il 5,68% per l’Ogliastra, il 12,69% per Oristano, il 18,11% per Oristano e infine l’8,8% per la Gallura. GLI STRUMENTI. Due gli strumenti per ridurre la condizione di svantaggio. Il primo, denominato “doti” intende agevolare l’inserimento lavorativo delle persone in imprese sociali (cooperative in buona saluta economica) o altre forme societarie (tutte le imprese di persone in buona salute economica), assegnando alle persone svantaggiate “una dote” per acquisire lo status di socio all’interno di quelle imprese. La dote assegnabile varia tra 2.000 e 5.000 euro, sulla base del costo delle singole quote associative in vigore presso l’impresa ricevente. Il secondo strumento è, invece, un aiuto, compreso tra i 10.000 e i 50.000 euro per la creazione di piccole iniziative imprenditoriali. Si tratta di aiuti in forma di contributi a fondo perduto per gli investimenti ammissibili dal Fondo sociale europeo, erogabili alle nuove singole imprese di diverse forme giuridiche: ditte individuali, società in nome collettivo, società in accomandita semplice. Insomma, società purché costituite da persone. Gli aiuti sono destinati ai soli nuovi investimenti e non alle spese iniziali di gestione per le imprese nate dopo la pubblicazione dell’avviso pubblico (30.12.2007). Dopo un periodo di informazione e facilitazione condotto dall’organismo intermediario Coesione Sardegna che attua la misura in collaborazione con le Province, i Cesil e i Csl, gli interessati potranno inviare la domanda Coesione Sardegna, via Mameli 228 Cagliari, dalle ore 10 del 12 febbraio al 12 marzo.

DAI 2 AI 4 MILA EURO. GIOVANI AZIENDE: MINI AIUTI
Ad attuare la misura dei piccoli sussidi è Coesione Sardegna, un’associazione temporanea di scopo (Ats) formata da alcune agenzie di sviluppo che operano nell’isola. La modulistica e le modalità di presentazione delle domande sono scaricabili dal sito www.coesionesardegna.it, oltre che dal sito istituzionale della Regione.

LE RISORSE. Le “doti”, dai 2.000 ai 5.000 euro, saranno erogate ai soggetti svantaggiati in una unica soluzione. Per la misura destinata alla creazione di microimprese, le spese devono essere rendicontate entro il 31 ottobre 2008. Le attività ammissibili a contributo sono quelle del regime cosiddetto de minimis, (esclusa dunque agricoltura primaria, trasporti conto terzi). Bisogna compilare la domanda e un semplice progetto (conti economici previsionali per i prossimi tre anni) e presentare i preventivi degli investimenti.

LE DOMANDE. Coesione Sardegna istruirà le domande ed erogherà i benefici anticipatamente per il 45% e poi a seguire man mano che le nuove imprese documenteranno la spesa degli anticipi ricevuti. (g. c.)

 

Dal Por Sardegna 2,85 milioni di euro

Disagio,un bando per far assumere gli ex disoccupati

L’assessorato regionale al Lavoro pubblicherà nei prossimi giorni il bando sui “Progetti di eccellenza”, previsti dalla misura 3.4 dell’asse III del Por Sardegna 2000-2006. Una definizione che racchiude da una parte un desiderio di sperimentare azioni integrate e, dall’altra, quella di offrire alle pubbliche amministrazioni (Comuni e Province) l’opportunità di risolvere, attraverso l’inserimento lavorativo, le gravi difficoltà di gruppi di persone in condizioni di svantaggio economico e sociale.

I FONDI. Il bando destinerà 2,85 milioni di euro ai progetti di eccellenza delle pubbliche amministrazioni, che potranno concorrere singolarmente o associate tra loro, forti anche della quantità e qualità della progettazione integrata.

DUE TIPOLOGIE. Sono previste due tipologie di progetti. La prima consiste in interventi che “integrano” azioni formative, servizi e piccoli sussidi su proposta di Comuni singoli o raggruppati, finalizzati all’inserimento lavorativo, in imprese sociali o altre forme di impresa, di uno dei coniugi di famiglie bisognose senza reddito. I Comuni dovranno scegliere tra i cittadini che non percepiscono un reddito o che siano disoccupati con reddito massimo di 7.500 euro annui) e con figli a carico e tra le famiglie monoparentali con capofamiglia disoccupato/ a con figli a carico. La seconda tipologia può essere proposta dalle Province e dai Comuni, sempre nelle forma integrata di formazione, servizi e piccoli sussidi, finalizzati all’inserimento lavorativo in imprese sociali o altre aziende, in favore di donne e uomini con più di 45 anni.

GLI AIUTI. Ogni progetto di eccellenza potrà riguardare da un minimo di 5 ad un massimo di 10 persone ciascuno e non potrà durare più di 12 mesi. L’aiuto massimo non potrà superare i 200 mila euro. Ogni progetto dovrà indicare oltre le analisi di contesto e i percorsi formativi (costo massimo il 20% del progetto), gli sbocchi occupazionali e di inserimento lavorativo dei destinatari, oltre alle prospettive economiche specifiche del progetto, che dovrà essere coerente con la progettazione integrata dei Patti per il sociale. I progetti, dopo la pubblicazione del bando, dovranno essere presentati a Coesione Sardegna, l’organismo intermediario che gestisce la sovvenzione globale, che istruirà ed erogherà le risorse finanziarie ai progetti vincenti.

 

[L'UNIONE SARDA - VENERDI'' 18 GENNAIO 2008]
L’amministrazione propone contributi per le fasce più deboli della popolazione
PROVINCIA, mano tesa agli svantaggiati.
Sussidi fino a 50 mila euro per realizzare progetti di lavoro

Si chiamano "Piccoli sussidi" ma così piccoli non sono perché si può arrivare a ottenere fino a 50 mila euro a fondo perduto per un’idea di lavoro che può diventare realtà. Per i cittadini del Medio Campidano ci sono a disposizione un milione 400 mila euro. I destinatari? Persone svantaggiate. O meglio gente che ha voglia di lavorare e sviluppare un’idea ma che non troverebbero mai l’appoggio di una banca che faccia loro credito. Perché hanno un passato difficile fatto di alcol o droga o prostituzione, perché hanno superato i 45 anni o non possiedono professionalità qualificate, oppure perché hanno una disabilità fisica o psichica. Per una società consumista e che si ferma alle apparenze niente per il quale investire.
Piccoli sussidi si rivolge proprio a loro, delle modalità modalità di accesso, dei beneficiari se n’è parlato ieri durante un incontro organizzato dall’assessorato Provinciale al lavoro alla presenza di operatori, amministratori comunali e sindacati.
«Il progetto dei Piccoli sussidi», spiega il coordinatore del progetto Insar Piccoli sussidi, Carlo Caria, «intende dare una possibilità alle fasce più deboli della popolazione. L’elenco è lungo». Ci sono due modi di accesso per richiedere i Piccoli Piccoli sussidi, due alternative non cumulabili. «Si può richiedere una dote per divenire socio di cooperative sociali o altre forme societarie e si possono ottenere tra i 2 e 5 mila euro oppure si può chiedere il sussidio per la creazione nuove iniziative imprenditoriali e si può ottenere fino a 50 mila euro a fondo perduto», prosegue Caria.
Le domande per accedere ai contributi denominati Piccoli sussidi dovranno essere presentate tra il febbraio e il 12 marzo prossimi. Come fare a saperne di più? «Gli uffici dell’assessorato al Lavoro in via Carlo Felice 201 Centri per l’impiego Sanluri e San Gavino sono a disposizione per informazioni, consulenza compilare le domande accesso al bando», spiega l’assessore provinciale Lavoro Velio Ortu.

 

[L'UNIONE SARDA - GIOVEDI' 17 GENNAIO 2008]
PROVINCIA - Riunione sulle finalità dei sussidi.
Oggi alle 10 in Provincia, a Sanluri in via Carlo Felice, organizzato dall’assessorato provinciale al Lavoro in collaborazione con l’Insar, si tiene una riunione sul tema "L’erogazione di piccoli sussidi a favore di persone svantaggiate, finalizzati all’imprenditorialità, all’inserimento lavorativo nelle imprese sociali ed in altre forme societarie". Viene presentato il bando nei suoi aspetti salienti e saranno illustrati i programmi delle azioni che in questo ambito intende porre in essere la Provincia.




 
 

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